Le opere più famose di Pino Pascali

pino-pascail-la-vedova-blu-1968Come si è detto altrove nelle pagine di questo sito, anche nonostante un riconoscimento tardivo, Pino Pascali è stato fin dai suoi primi passi estremamente prolifico e ha prodotto lavori e opere molto vari, usando differenti tipi di materiali.

Le prime mostre alle quali partecipa lo vedono pittore, ma è stato anche scultore, ha sfruttato i cosiddetti “mixed media” (la maggior parte del suo lascito è di questo tipo) ed è arrivato a creare quelle che adesso non si esiterebbe a definire installazioni, come nel caso dei celebri “bachi da setola”, esibiti da pochissimo anche nel nuovo allestimento “Time is Out of Joint” alla Galleria Nazionale (ex Galleria Nazionale di Arte Moderna) di Roma.

Proprio i bachi da setola sono fra le opere più importanti di Pino Pascali, insieme agli “Attrezzi agricoli” o alle finte ma realistiche armi da guerra che costruiva con materiali trovati per strada e recuperati fino a renderle incredibilmente corrispondenti al vero – tanto da attirare l’attenzione delle forze dell’ordine! Insieme a questo genere di lavori più vicini alle sculture, va ricordata la serie legata all’acqua, con – ad esempio – le “vasche” di zinco di “32 mq di mare”, che sono rimaste a tutt’oggi fra i più famosi lavori dell’artista di origine pugliese. Né vanno dimenticati i “Frammenti di donna”, fra i quali la tela deformata a riprodurre una pancia gonfia di “Gravida”, nella collezione permanente del Museo MACRO di Roma.

Se il concetto di importanza, poi, corrisponde al prezzo pagato per un’opera, allora certamente bisogna parlare di “Code di Delfino”, completato nel 1966 con tela distesa su una struttura di legno: ancora una volta Pascali torna alle tecniche imparate all’Accademia di Belle Arti per questa semplice silhouette che è stata venduta di recente all’asta per oltre due milioni di sterline: si è sempre detto che a comprarla fu un neo-milionario che ha fatto fortuna con un mix di investimenti e gioco d’azzardo, grazie a siti come nuovacasino.it, e in effetti è cosa risaputa che i vincitori su siti come questo finiscono con l’investire nell’arte contemporanea!