Cos’è l’Arte Povera?

wpid-michelangelo-pistolettovenus-of-the-rags-19671974Come spiegato nel focus che risponde alla domanda “Di che movimento faceva parte Pino Pascali?”, non si può dire strettamente parlando che l’artista di origine pugliese abbia fatto parte del movimento dell’Arte Povera, anche se fu invitato a farne parte ed ebbe modo non solo di confrontarsi con i suoi esponenti, ma anche di esporre insieme ai protagonisti del movimento.

Ciò non toglie che l’Arte Povera sia stata protagonista della scena culturale italiana ed estera, e che vada approfondita per il suo legame con Pascali e per l’importanza che tuttora esercita a livello intellettuale e creativo.

Che cos’è quindi l’Arte Povera? Questo movimento ha preso vita negli anni Sessanta a Torino, nello stesso periodo in cui Pino Pascali a Roma iniziava a essere riconosciuto come una forza vitale nel mondo dell’arte più giovane. Fu il curatore Germano Celant a creare sia il nome che la corrente: usò l’espressione per descrivere il lavoro di alcuni giovani artisti dell’epoca, fra i quali non solo Pascali ma Alighiero Boetti, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Jannis Kounellis, greco di origine ma trapiantato a Roma.

L’appellazione “povera” viene presa dal mondo del teatro contemporaneo, e al tempo stesso usata per indicare che si intendono rompere gli schemi dell’arte tradizionale, troppo legata – secondo Celant – a materiali di lusso e costosi per raccontare davvero la società. Descrivere quello che accade in Italia in quegli anni non si può fare con tecniche antiche e supporti come il marmo, o colori che un giovane artista non può permettersi di pagare. Per questo l’Arte Povera riconosce che c’è chi è più vicino al mondo reale lavorando scarti o oggetti recuperati come stracci, ferro, plastica, legno di risulta e altro ancora.

Fabio Mauri, Gino Marotta, Giovanni Anselmo, Renato Mambor o Giuseppe Penone sono alcuni degli altri aderenti al movimento, che mette insieme protesta politica e sociale con gesti volutamente provocatori, utilizzando anche installazioni e coinvolgendo il pubblico delle varie mostre.